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Percorsi naturalistici del Lazio: alla scoperta della via Severiana.

I patrizi romani ci costruivano le loro case al mare. E se ancora oggi è uno dei percorsi turistici più battuti nei dintorni di Roma è per l’immutata bellezza e quel profumo di storia che esce dal centro della Capitale. È la via Severiana, l’antica strada litoranea che parte dalla città di Ostia, e precisamente dal porto, per congiungersi con Anzio e Terracina.

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Voluta dall’imperatore Settimio Severo, il cui scopo iniziale fu quello di difendere la costa, è oggi frequentata da chi ha voglia di una lunga camminata nella natura, per scoprire una zona alla quale a volte vengono preferite mete alternative, come le bellezze di Roma. Ma per toccare con mano l’essenza del passato, di quel II secolo d.C. di continua espansione dell’Impero Romano, la via Severiana è uno dei simboli di un popolo che pensava in grande. È una delle ramificazioni stradali più note e intorno a cui, negli anni, sono sorte anche strutture ricettive che danno la possibilità di far conoscere una storia diversa.

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La via Severiana in nove chilometri.

La strada è composta dal basalto tipico romano, che si alterna a zone di sabbia e sterrato. Tutto intorno pini locali della costa tirrenica e lecci accompagnano il turista in questa lunga camminata che si immerge nella pineta di Castel Fusano. Nove chilometri circa, che si possono ricoprire a piedi in circa tre ore e mezza, costituiscono un percorso davvero suggestivo, perché fu proprio grazie alla via Severiana che i traffici commerciali con partenza da Roma riuscirono a svilupparsi verso Sud con sempre maggiore frequenza. L’Imperatore Commodo e Augusto, passando per i grandi letterati come Plinio il Giovane e l’Oratore Ortensio, costruirono le loro dimore a ridosso della via Severiana proprio per la bellezza del luogo e la lontananza dai centri abitati, ben più caotici.

 

Attività turistiche nella Pineta di Castel Fusano.

Per favorire la conoscenza dell’antica via costiera è venuto in soccorso il WWF che, nel tentativo (riuscito) di preservare una parte del tratto di strada litoranea, che non si stacca mai dal mare nonostante l’incontro con i laghi della zona, ha contrassegnato il sentiero all’interno della Pineta di Castel Fusano con paletti numerati che, passo dopo passo, spiegano a turisti e avventori una storia troppo importante per essere dimenticata, descrivendo il territorio, il genere di natura e gli animali che lo caratterizzano. Si possono incontrare alberi come il corbezzolo, il mirto, il lentisco o l’erica arborea, tutte piante caratteristiche della costa mediterranea. Specie in autunno è facile che, grazie all’umidità della pineta, cambi la flora per lasciare spazio alla farnia, una quercia caducifoglia.

 

Ma è anche facile imbattersi in specie animali diverse, come le testuggini (molto rare ad oggi), le volpi o i cinghiali, il cui passaggio è contrassegnato dalle cosiddette “arature”, tipici segni lasciati sul terreno quando vanno alla ricerca di tuberi. Gli amanti della natura di potranno cimentare nel birdwatching, nel tentativo di ammirare ad esempio l’upupa, il cui avvistamento è più semplice in primavera o il cuculo, il cui suono tipico è udibile stando in silenzio nel bel mezzo della pineta.

L’architettura di Ostia.

La Pineta di Castel Fusano è inoltre uno dei pochi polmoni del litorale di Anzio che, oltre alle aree naturali, offre moltissimi elementi di architettura religiosa appartenenti all’inizio del ‘900, come la Chiesa di Santa Monica o la Cappella della Colonia Marina Vittorio Emanuele II. Ma una storia ancora più remota si respira ad ogni angolo, e lo si può intuire semplicemente camminando per strada, alzando lo sguardo sui nomi delle strade e le piazze più importanti. Un esempio su tutti, piazza Anco Marzio, dove sorge il meraviglioso Palazzo del Pappagallo.

L’espressione “Roma caput mundi” è più che mai perfetta per descrivere Ostia e la sua via Severiana, perché quest’ultima incarna ancora oggi quel messaggio dell’antica Repubblica che mirava all’estensione assoluta del territorio. E la città di Ostia offre una possibilità unica nel suo genere, quella di catapultare i forestieri nell’Impero di una volta, quello in cui il popolo aveva un ruolo importante, tanto vicino a Roma da meritare una menzione e una visita approfondita. Perché la storia è una continua scoperta, e la via Severiana un percorso imperdibile e suggestivo che gode di un panorama unico, a ridosso del mare da un lato e della campagna romana dall’altro.
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